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Trasporti, movimentazioni e sollevamenti

in Italia e in Europa da quasi 70 anni.
Notizia 1

Dario Cecchini, installata l’incredibile canna fumaria in cotto: “Un inno al territorio”

 

Sul tetto della sua macelleria da stamani svetta quello che lui stesso definisce “un totem al lavoro e al saper fare”

PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – La prima volta in cui Dario Cecchini ci parlò dell’idea di mettere sul tetto della sua macelleria a Panzano in Chianti una canna fumaria in cotto fu nel giugno del 2018.

Mostrandoci il visionario rendering e parlandoci del progetto dell’architetto Cristiano Cosi (MDU Architetti), che sarebbe poi stato realizzato dalle sapienti mani degli artigiani della Manetti Gusmano & Figli.

Oggi, lunedì 7 ottobre, a poco più di un anno da quel rendering, la canna fumaria è stata installata su quel tetto: ed è un qualcosa di incredibile.

“È il mio inno al cotto – ci dice Dario, trascinato dal suo proverbiale entusiasmo – a questo territorio, alla sua artigianalità. Spero sia di buon auspicio per tutti, lavoratori e aziende artigiane in primis”.

Vederla svettare nel cielo, questa canna fumaria di circa sette metri, con un’anima in acciaio e il rivestimento fatto con tradizionali vasi in cotto, l’uno rovesciato sull’altro e pensati e lavorati appositamente per quest’opera, fa un effetto incredibile.

“Il supporto per sorreggere la canna fumaria vera e propria – si legge nel progetto – è costituito da un tubo metallico portante, imbullonato alla struttura muraria sottostante per mezzo di una piastra esistente inghisata alla muratura stessa. E stabilizzato da quattro tiranti metallici che ne garantiscono la necessaria controventatura”.

“E pensate – prosegue Dario – a cosa potrà essere di notte, quando avremo installato anche i fari che la illumineranno. Sembrerà che ci siano le fiamme!”.

La realtà ci dice che questa canna fumaria rappresenta la seconda opera in cotto che rende in qualche modo “pubblica giustizia” a questo materiale sul nostro territorio.

Ad oggi infatti, tetti delle case a parte, solo la biblioteca comunale di Greve in Chianti (anche quella progettata dall’architetto Cosi) mostra in modo meno convenzionale quello che può essere realizzato con questo materiale.

“Per me – conclude Dario Cecchini – questa canna fumaria rappresenta un vero e proprio totem del cotto. Un inno al sapere artigianale, a questo territorio, a quello che è in grado di pensare e di produrre”.

E se si pensa alle migliaia di persone che da tutto il mondo arrivano a Panzano in Chianti, per conoscere, vedere, mangiare da Dario Cecchini, si capisce già quale spot per tutto il settore del cotto potrà essere questa canna fumaria che svetta alta nel cielo panzanese.

http://www.gazzettinodelchianti.it/articoli/approfondimenti/25988/notizie-su-greve-in-chianti/canna-fumaria-cotto-dario-cecchini-installata.php#.XamGVOczYQ8

Notizia 2

Sanità, posizionata la nuova camera iperbarica

La nuova camera iperbarica mentre veniva imbrigliata dalle due gru

La nuova camera iperbarica posizionata oggi sarà attiva dalla primavera del 2020 e potrà accogliere al suo interno 6 persone più un operatore

PORTOFERRAIO — Oggi pomeriggio  dopo le 15 nell’ala ovest dell’ospedale di Portoferraio è stata posizionata la nuova camera iperbarica. Il nuovo macchinario, che pesa 12 tonnellate, è stato inserito all’interno della struttura dalla facciata anteriore dell’ospedale attraverso il coordinamento di due grandi gru e con la collaborazione di operai di tre ditte coinvolte. Le operazioni sono state condotte attraverso un piano articolato di sicurezza sia stradale che di una parte dell’edificio ospedaliero.

La camera iperbarica, che, si sostituisce alla precedente, servirà in particolare per trattamenti di urgenza di patologia da decompressione dei subacquei e per intossicazioni da monossido di carbonio e potrà accogliere un massimo di 6 pazienti ed un operatore. La nuova camera iperbarica ha vari vantaggi rispetto alla precedente fra i quali quello di avere altezza adeguata all’interno e spazio sufficiente per inserire pazienti in barella. In questi mesi prima della sua attivazione saranno formati 15 tecnici scelti fra gli infermieri elbani e due medici acquisiranno un Master in Medicina subacquea.

L’attività della camera iperbarica all’isola d’Elba ha una storia pluridecennale. La precedente camera iperbarica è stata attivata nel 1993 ed era stata donata da una fondazione privata. Dopo alcuni decenni di esercizio come sezione del servizio di Anestesia e Rianimazione per il trattamento di patologia in emergenze e patologie croniche di tipo internistico con circa 2000 trattamenti all’anno, negli ultimi anni è stata aggregata all’Uoc Pronto soccorso Piombino-Elba con un’attività rivolta soltanto all’emergenza e con un servizio in pronta disponibilità sia dei medici che dei tecnici h24.

La prima camera iperbarica è stata attivata all’Elba nel 1975, era monoposto e pesava circa 0,5 tonnellate mentre la secondo, quella del 1993, pesava 4 tonnellate e poteva accogliere due persone ed un operatore.

L’ampliamento dei servizi legati alla camera iperbarica per l’isola d’Elba è molto importante dato che numerose sono le immersioni subacquee che vengono effettuate, soprattutto durante la stagione turistica. L’attività subacquea e le relative patologie (Mdd rappresentano lo 0,3 per vento delle immersioni) sono un importante aspetto del turismo e della sanità elbana.

Per fare un esempio con dati alla mano, forniti dall’Istituto geografico italiano, Padi Italia, Registro attività CI Elba, in Italia si calcola che vengano effettuate 600mila immersioni all’anno mentre all’Elba circa 60mila, quindi circa un 10 per cento delle immersioni nazionali. Le patologie da decompressione in Italia si attestano sulle 200 all’anno e all’Elba circa 20 all’anno. Per quanto riguarda invece le intossicazioni da monossido di carbonio all’Elba si registrano alcuni casi all’anno. Invece riguardo a le patologie croniche come osteomieliti, piede diabetico, ulcere, presenti in numero rilevante all’Elba, la camera iperbarica può portare grande giovamento ed evitare che le persone sia costrette a spostarsi fuori dall’isola per i trattamenti. Ma sono anche molti altri in cui sono necessari i trattamenti iperbarici come per esempio lesioni da schiacciamento, ulcere cutanee da insufficienza arteriosa, venosa e post-traumatica etc.

 

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata

Guarda qui il video: https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=WRxzLrl7dII

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